Ghost in the Shell

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Il ventunesimo secolo non era ancora iniziato quando vidi la luce, stile Jake Blues. Il mio piccolo mondo cambiò, e decisi che avrei dedicato la mia vita all’invenzione di mondi ed alla narrazione di questi mondi. La luce che vidi era fatta di due cose: la serie TV Neon Genesis Evangelion (che iniziava allora la sua pubblicazione in italiano) ed il film Ghost in the Shell. 
L’opera di Mamoru Oshii del 1995 è straordinariamente potente. Dal punto di vista visivo si tratta di una pietra miliare del cyberpunk: figlia di Blade Runner, ne evolse l’ambientazione e creò un’estetica cinematografica che avrebbe rivoluzionato il cinema occidentale, una volta che le sorelle Wachowsky ne ebbero… diciamo “importato” lo stile, quattro anni dopo.
Ghost in the Shell di Oshii si interroga sul significato di vita e intelligenza umane senza essere verboso o didascalico, e soprattutto senza fornire risposte facili: è lo spettatore che deve trovare la sua risposta senza che il film ponga una netta distinzione tra “questo è giusto” e “questo è sbagliato”. 
In breve, Ghost in the Shell di Mamoru Oshii è un capolavoro, uno dei grandi esempi della storia del cinema, e soprattutto ha lasciato un segno profondo nella mia vita.
È esattamente per questo che ho deciso che non vedrò il “remake” uscito al cinema giorni fa. Non per il whitewashing, che spesso è una cosa discutibile, ma di cui in questo caso specifico non mi interessa (penso che Johansson sia una scelta sbagliata per altri motivi). Può essere anche che il remake sia un bel film, oppure può essere che sia pessimo. Io non lo so, non avendolo visto; in ogni caso, non guarderò questo remake perché IMHO questo remake non ha senso d’esistere. 
Per come la vedo io, un remake funziona se è parto di un autore che, prendendo una storia già esistente, la racconta nuovamente attraverso la sua sensibilità, fornendone un punto di vista ed una lettura diversi. Raccontare due volte la stessa storia, con le stesse modalità e lo stesso stile, non è una cosa che mi senta di condividere. In questo “remake” ci sono scene che sono letteralmente ricalcate sulle originali, e basta vedere il trailer per accorgersene.
Riassumendo: non so se il nuovo GITS sia bello o brutto, non sto esprimendo giudizi sul prodotto, e che la protagonista sia occidentale invece che orientale non mi interessa.
Non guarderò il nuovo film perché l’originale per me è molto importante, e perché è un capolavoro al quale aggiungere qualcosa sarebbe difficile. Forse impossibile. 
So che in breve tempo il remake sarà visto da 10 volte più persone di quante abbiano visto l’originale giapponese, e questo mi dispiace. Mi dispiace non solo perché molti si stanno perdendo un capolavoro, ma anche e soprattutto perché so già cosa potrebbe accadere in questi casi… dopo l’enorme successo della trilogia di Matrix, Mamoru Oshii era così infastidito dal fatto che il pubblico associasse quel tipo di estetica – che aveva inventato lui – a Matrix invece che al suo film, che anni fa è tornato sul suo capolavoro e lo ha modificato, togliendone tra le altre cose l’aura verde e la “cascata di caratteri digitali”. Lo sapevate? Sapevatelo.



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We still weren’t at the beginning of the 21st century when I saw the light, kinda like Jake Blues. My small world changed, and at that moment I decided I wanted to devote my life to the creation of worlds, and to narrate my worlds. The light I saw was made of two things: the TV series Neon Genesis Evangelion (which Italian publication was beginning at that time) and the movie Ghost in The Shell. 
Mamoru Oshii’s 1995 opera is astonishingly powerful: it came from Blade Runner, but evolved that setting and created a cinematic aesthetics that eventually brought a revolution in western moviemaking, once the Wachowsky sisters… let’s say “imported” that aesthetics, four years later. Oshii’s Ghost in the Shell asks what’s the real meaning of human life and intelligence without being wordy or didactic and, above all, without giving out any easy answer: it’s us as spectators the ones who have to find our own answers, without the movie giving a sharp separation between “that’s right” and “that’s wrong”.
In short, Oshii’s Ghost in the Shell is a masterpiece, one radiant example in cinema history, and above all it left a deep sign in me as a person.
And this is why I won’t go to see the “remake” that landed in our theaters some days ago. Not because of the whitewashing, which is often a questionable thing but, in this particular case, doesn’t really bother me (I think the casting of Johansson is wrong for other reasons). Maybe this remake is a good movie, or maybe it’s not. I don’t know; I won’t see this remake because, in my humble opinion, it’s existence doesn’t make sense. The way I see the matter, a remake works if comes from an author who takes an existing story and re-tells that story through their own sensibility, giving another point of view on that matter and a different reading of that story. Telling the same story a second time, in the same way and with the same style, it’s not something I can relate to. In this “remake” there are whole scenes that are just traced over the original: it’s something one can see even from the trailers.
Again: I don’t know if the new GITS it’s good or bad, I’m not judging the movie itself, and I don’t care if the lead is Caucasian instead of Asian. I’m not going to watch the new GITS because the original is very meaningful to me, and because it’s such a masterpiece that adding anything to it would be quite difficult. Maybe even impossible.
I know that in a few time the new movie will be seen by 10 times more people than those who saw the original Japanese one, and this makes me a bit sad. It makes me sad not only because a lot of people are missing a masterpiece, but mainly because I know what might happen… after the huge success of The Matrix saga, Mamoru Oshii was so upset that so many people now linked that kind of aesthetics – which he invented – with The Matrix instead of with his animated movie, that years after he went back to his masterpiece and modified it, removing things such as the “green aura” and the “letters waterfall”. Did you know that?

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© 2017 - 2021 Kronosaurus82
Comments17
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aikman2016's avatar
La tua prima notifica che non sia una nota o un fumetto. Che bei ricordi. 
YukiOshi's avatar
I remake che sono solo un ricalco della storia originale non sono una novità degli ultimi anni: ti ricordo Psyco, uscito ormai una quindicina di anni fa, che era una fotocopia inquadratura per quadratura di quello di Itch... Ich... IC COC. Mi sembrava una cosa talmente assurda e inutile, eppure molti clienti lo amavano PROPRIO perché IDENTICO all'originale. Ne apprezzavano l'abilità di... ricalcatura. Quindi queste opere piacciono.
Ok, ultimamente sono diventate un'abitudine, più che altro perché moltissimi hanno paura di INVENTARE. E' più sicuro RICICLARE qualcosa che si sa che ha già avuto successo.
Per dire che il nuovo GITS è solo uno dei tanti, è in compagnia dei vari live action della Bella e la Bestia, Cenerentola...
Molti lo ameranno perché amano l'originale. Chi non ha visto l'originale, probabilmente lo amerà perché lo considererà originale. E noi saremo quelli "antiquati e fuori moda" che non guardano i remake :D
Io lo guardo per curiosità solo se me lo regalano, non so se mi spiego. E' vero che di solito aborro i sequel, ma mi incuriosisce vedere come riescono a stuprar... eeeehm.... rendere un cartone in live.
Ma so già che non mi piacerà ;)
Kronosaurus82's avatar
Pare tra l'altro che stia bombando al botteghino...
YukiOshi's avatar
Io ne sento parlare entusiasticamente...
Kronosaurus82's avatar
Saranno i pochi che sono andati a vederlo. :D
AltairSky's avatar
Non so come sia il nuovo film, non l'ho visto. Però ho visto il primo film del 95 e quasi tutte le serie animate. 
Sarà forse stato un errore aver guardato per prima la serie "stand alone complex", ma confesso che vedere questa tizia vestita in modo tale che anche una prostituta avrebbe vergogna mi ha rovinato tutto. Non importa quanto sia profondo tutto il resto, non posso far altro che chiedermi se tutte quelle natiche e mammelle fossero veramente necessarie.
Per fortuna c'erano almeno i tachicoma a tirare su la serie.
Kronosaurus82's avatar
Non mi è chiaro se critichi il film o Stand Alone. :)
Comunque, Stand Alone Complex io non l'ho visto, e uno dei motivi (anche se non è il principale) è proprio il look che hanno dato a Motoko, che è molto sexy, persino se confrontata con il personaggio del manga originale di Shirow. Nel manga ci sono momenti in cui "il Maggiore" mostra le sue grazie (del resto Shirow è anche un pin-up artist), anche in modo parecchio esplicito almeno in una scena, ma non mi ricordo sia mai andata in missione indossando praticamente solo un corsetto senza spalline... ammetto però che sono passati diversi anni da quando l'ho letto, e forse non ricordo bene. 
Va anche detto che la "tutina aderente" è un classico di quasi ogni fumetto o cartone animato di fantascienza; tutto sta nel modo in cui la nudità – o comunque il fisico – viene trattato. Se si tratta di semplice fanservice infatti, mi infastidisce e basta (e questo è uno dei principali motivi per cui non vado d'accordo con i manga e gli anime degli ultimi anni); c'è modo e modo di mostrare un corpo umano.
Infatti nel film di Oshii le nudità di Motoko rappresentano – secondo me – il totale distacco che ella ha verso il suo essere fisico: il suo corpo non è mai mostrato in modo pruriginoso. Ne è un esempio abbastanza chiaro il modo in cui si spoglia di fronte al suo collega, nella scena della barca: è una scena completamente priva d'erotismo. :)
AltairSky's avatar
Sono d'accordo. Nel primo film non c'era nulla di fastidioso nel modo in cui la protagonista veniva rappresentata, purtroppo però SAC mi aveva già rovinato il personaggio per, appunto, i continui fanservices, per cui non ho apprezzato appieno. Se avessi visto il film prima della serie animata, probabilmente avrei avuto un'idea meno prevenuta su Motoko.
Kronosaurus82's avatar
Io vidi prima il film e poi lessi il manga.
Nel manga Motoko è protagonista di una scena lesbo-orgiastica in realtà virtuale... ma è comunque breve e contestualizzata. Ho sfogliato il tankobon – stimolato dal tuo commento – e mi sono reso conto che nel manga c'è comunque molto, molto meno fanservice di quanto si potrebbe pensare.
La Motoko del manga mantiene decisamente molti più tratti umani che non quella del film di Oshii: è dotata di una sua sessualità, e fa cose come parlare sboccatamente e bere superalcoolici, ma fa queste cose per "disillusione" verso la conservazione di una vita che sembra perdere di senso con tutta quella tecnologizzazione, ed in questo sta il punto di collegamento con la sua incarnazione nel film del 1995.
E comunque, come ho scritto, quando la Motoko del manga va in missione indossa sempre il giubbotto antiproiettile e l'uniforme. Il manga di Shirow ed il film di Oshii sono due mondi abbastanza diversi, ma anche parecchio collegati. Il manga oltretutto non è una lettura facile non solo per i contenuti, simili a quelli del film, ma anche perchè Shirow si produce molto spesso nei cosiddetti "text walls"... :P
AltairSky's avatar
Non ho mai avuto l'occasione di vedere il manga, ma da quello che scrivi sembra essere molto lontano dalla serie animata. E' stato un vero peccato che abbia guardato per prima la serie. Proverò a vedere anche il nuovo film, da quello che ho potuto vedere non dovrebbe esserci un fanservice esagerato.
Kronosaurus82's avatar
Il manga è particolare, a causa dello stile narrativo di Shirow di cui ti accennavo... se ti capita di trovarlo, sfoglialo. :)

Il nuovo film, quello di cui stiamo parlando, invece da come ho capito io è solo fanservice... :P
AltairSky's avatar
mannaggia, questi film moderni non fanno mai eccezione.
Comunque a proposito di rapporto uomo-macchina, ti consiglio di guardare la serie "westworld" en.wikipedia.org/wiki/Westworl… . Sono 10 episodi di un'ora ciascuno ed è basata sull'omonimo film di Michael Crichton del 73.
Devo ammettere che è una delle più belle serie tv che abbia mai visto negli ultimi decenni (del resto Crichton è una garanzia). Da apprezzare il fatto che non abbiano praticamente quasi mai usato CGI, ma solo trucchi e veri animali ammaestrati (se c'è una cosa che non tollero sono proprio gli animali in CGI). E' stata pure filmata su pellicola e non in digitale.
Kronosaurus82's avatar
Abbiamo visto Westworld. :)
Devo dire che è una serie splendidamente realizzata (ma la HBO ormai si mantiene su questi standard, quindi non sono sorpreso): ho apprezzato la regia, la colonna sonora non era affatto male, ed il cast era pregevole. Globalmente la serie mi è piaciuta e sono contento di averla vista (e guarderò sicuramente anche la seconda stagione quando uscirà).
Però, devo anche dire che la sceneggiatura non mi ha convinto del tutto... intendiamoci, ho visto di MOLTO peggio: la sceneggiatura di Westworld merita senza dubbio la sufficienza! Tuttavia le perplessità che avevo dopo aver visto il primo episodio erano rimaste anche dopo aver visto il decimo, e in generale ho notato un certo livello di mancanza di coerenza attraverso gli episodi: per es, in certi momenti il centro di controllo sembrava conoscere ogni respiro di ospiti e residenti, mentre in altri sembrava all'oscuro delle azioni anche più eclatanti; oppure non mi è mai stato chiaro quali fossero esattamente le caratteristiche dei residenti (cosa potevano e cosa non potevano fare). Anche la questione spazio-tempo era un po' traballante... e in ultimo, il modo in cui l'argomento IA è stato trattato non era IMHO ne particolarmente originale (mi ha ricordato moltissimo Blade Runner, che ormai ha 35 anni) ne particolarmente focalizzato (qualche idea confusa e/o datata).
Comunque, ripeto, in generale una serie molto buona; normalmente non dò voti, ma siccome non mi piace il radicalismo internettiano secondo cui una cosa o la adori o la schifi (il grigio esiste, non solo bianco VS nero! :) ) per chiarirmi chiudo dicendo che gli darei un 7,5. :) ;)
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Kronosaurus82's avatar
Ho sentito parlare bene di Westworld, è in lista. :)
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