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COLPO DI FULMINE PARTE 8

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Capitolo 8 – preoccupazione

Megatron P.o.v

Lo ammetto ero preoccupato. Erano passati due giorni da quando Forti mi aveva dato in prestito il suo ombrello e da quel giorno di lei non si era vista nemmeno l'ombra a scuola. Strano per una studentessa modello come lei. È per questo che oggi ero andato in segreteria per chiedere il suo indirizzo di casa.

Bè in verità per due motivi. Il principale era perchè volevo restituirle l'ombrello mentre il secondo perchè volevo accertarmi che stesse bene. Si! Lo so! Sono preoccupato per lei, non dite niente! Era una studentessa così brava e promettente, la pupilla di tutti i professori, era il minimo per un'insegnante come me preoccuparsi non credete? Bha! Non m'interessa la vostra opinione quindi state zitti! Comunque erano queste le ragioni per la quale invece di tornare a casa oggi stavo girando con la macchina nel tentativo di trovare la via della sua casa. Vi posso assicurare che non è per niente facile. Mi sono fermato più di una volta a chiedere informazioni ai passanti.

Nel momento in cui stavo per rinunciare intravidi una strada nella quale non ero ancora andato. Girai e prima di andare avanti misi un attimo le quattro frecce e mi accostai per leggere la via ad alta voce “via Cuor di Leone”. Infilai il servo nella tasca della giacca per cacciare il foglietto su cui la gentilissima Miriam, la segretaria, mi aveva segnato l'indirizzo di Forti. Lessi con attenzione prima di tirare un sospiro di sollievo dicendo “è questa la via. Finalmente pensavo di non trovarla.

Ora devo trovare il numero 55 e dovrei essere arrivato”. Rimettendo il biglietto in tasca, tolsi le quattro frecce e ripartii. Ci volle un po' per arrivare al numero 55 e non riuscii a non stupirmi della quantità di strada che Forti dovesse fare ogni giorno. Non finiva mai di sorprendermi. Comunque arrivato al 55 parcheggiai, scesi, chiusi la macchina a chiave e con la mia borsa in mano m'incamminai verso una piccola casa bianca, a due piani con tetti a spiovente.

Arrivato alla porta d'ingresso suonai il campanello e attesi, ma nel frattempo notai la tranquillità del quartiere. Sembrava quasi che non ci vivesse nessuno. I miei pensieri vennero spezzati quando una giovane donna bassa dai capelli castani raccolti in una coda di cavallo, con occhi castano chiaro, in un lungo vestito colorato, aprii la porta.

Appena mi vide i suoi occhi si strinsero in sospetto e io cercando di essere il più naturale possibile dissi “buon giorno. Questa è casa Forti?”. Ancora guardandomi male, anche se non ne capivo il motivo, rispose “si. Come posso esserle d'aiuto?”. Estendendo la mano verso di lei dissi “piacere sono il professore Megatron della Prime sto cercando Desideria Forti. C'è per caso tua sorella a casa?”. Lei iniziò a ridere e mi strinse la mano dicendo “ahahah piacere di conoscerla signor Megatron io sono Anita la mamma di Desideria!” spalancai gli occhi in pieno stupore.

Non avrei mai immaginato che Forti avesse una mamma così giovane! Ancora leggermente sorpreso dalla rivelazione le dissi “una così giovane donna una madre?”. Ancora ridendo mi rispose “già è una lunga storia ma prego si accomodi!”. Entrai nella loro piccola dimora e la signora Anita mi condusse in cucina dove mi fece accomodare su una sedia e mi offrì anche un caffè che io gentilmente rifiutai. Senza insistere se lo versò solo per lei e poi si sedette di fronte a me, con la tazza tra le mani e mi chiese con volto turbato “quindi signor Megatron cosa la porta nella nostra umile dimora? Non è che per caso è successo qualcosa a mia figlia di cui dovrei essere informata vero?”.

Sapendo qual'era il timore che la turbava la rassicurai immediatamente dicendo “no! No! Non è successo nulla ero solo curioso di sapere perchè non la si vede a lezione da due giorni. Per una studentessa modello come lei mi sembra strano. Tutto quì”. La vidi rilassarsi considerevolmente e tirando un sospiro di sollievo disse “meno male! Per un attimo ho temuto che gli fosse capitato di nuovo qualcosa. Mi dispiace avervi fatto impensierire con la sua improvvisa assenza avevo intenzione d'avvertire la scuola domani che non l'avrei mandata per una settimana o un po' di più”.

Scrollai le spalle e risposi “non si preoccupi sicuramente avrà avuto altri impegni. Comunque perchè ha deciso, così improvvisamente, di non mandarla per così tanto tempo?”. Sospirò in leggera esasperazione, questa reazione mi sorprese e mi incuriosì. Notando la mia curiosità mi disse “perchè mia figlia è una sciocchina! Due giorni fa si ricorda del temporale che c'è stato giusto?”.

Alzando un sopracciglio risposi “si? Allora?”. Appoggiò la testa sul palmo di una mano mentre le dita dell'altra tamburellavano sul tavolo mi rispose “bè quel giorno tornò completamente inzuppata d'acqua dalla testa ai piedi e ora ha la febbre a 39! Vuole saperne la ragione? Perchè quel giorno prestò il suo unico ombrello ad un altro dimenticandosi d'aver dimenticato quello di riserva qui a casa! Certe volte signor Megatron non so se essere felice o no della sua generosità verso gli altri”.

I miei occhi si sbarrarono, la mia bocca si spalancò e molto probabilmente se fossi stato in piedi mi sarei dovuto sedere per non rischiare di cadere. Non ci potevo credere che una studentessa come lei fosse stata così poco attenta alle sue cose. No era molto più probabilmente che lo sapesse. Ma perchè darlo a me? Perchè essere così incurante della propria salute per un accigliato professore? Di una cosa sono d'accordo con sua madre è una ragazza dal cuore d'oro ma questo non le avrebbe impedito una ramanzina da parte mia. La madre Anita notò la mia reazione e mi chiese “tutto bene?”.

Nascosi la mia espressione cercando di sembrare calmo e le dissi “si tutto a posto signora Forti. Anzi penso che con il suo gesto sconsiderato, ma fatto con buone intenzioni, abbia bisogno di una bella ramanzina. Se me lo permette vorrei parlarle a quattrocchi”. Mettendo la mano sotto il mento ci pensò per un momento prima di dire “credo che abbia perfettamente ragione signor Megatron. Io le ho già fatto un bel discorsetto al riguardo però se le parla anche il suo professore preferito penso che ci penserà due volte prima di fare un altro gesto altruistico come questo”.

Aspettate! Preferito? Cercando di non dare a vedere lo strano effetto che le sue parole avevano avuto su di me, mi schiarii la voce, mettendo il servo d'avanti alla bocca, e poi dissi “certo se fosse così gentile da indicarmi qual'è la sua stanza”. Si alzò dalla sedia, dimenticandosi del caffè ormai freddo sul tavolo, e mi disse “certo! Da questa parte!”. Senza alcuna fretta mi alzai e la seguii per le scale del secondo piano. Quando si fermò ci trovammo d'avanti ad una porta con un piccolo cartoncino attaccato ad essa con su scritto 'per favore bussate'. Anita bussò due volte alla porta e dall'altra parte arrivò un soffocato, quasi roco, “avanti”.

Lei girò la maniglia della porta senza aprirla e voltò lo sguardo verso di me dicendo a bassa voce “vuole parlare in privato?”, le sussurrai “gliene sarei grato”. Con un cenno d'intesa mi aprii la porta facendomi entrare. Quando fui solo nella stanza con Forti non potei non guardarmi attorno.

Una piccola stanza di un celeste chiaro, scrivania, sedie, librerie ricolmi di libri, fogli e spartiti mentre in un angolo della stanza vi era accuratamente deposto un flauto traverso che luccicava per la luce che attraversava la finestra. Affianco al comodino il letto dalle varie tonalità d'arancione dove Forti vi riposava con occhi chiusi. Nemmeno si era accorta della mia presenza. Spostando alcuni libri per terra presi una delle sedie e senza fare rumore la posizionai a fianco del suo letto e per un attimo l'osservai riposare.

Il suo viso era sereno e bello anche se ammalata. Smisi subito di guardarla in quel modo perchè era inopportuno e con calma dissi “allora Forti è qui che ti nascondevi?”. Lei sobbalzò dal letto e si mise a sedere guardandomi con occhi sbarrati. Notai che il viso sembrava diventato più rosso e per paura che la febbre si stesse rialzando le misi un verso sulla fronte dicendo “hai il viso in fiamme Forti forse è meglio che ti ristendi non vorrai che la febbre salga di più giusto?”.

Scuotendo la testa in senso negativo senza parlare si riseppellì sotto le coperte. Mi guardava come un cucciolo smarrito e penso che nel suo stato di salute sarebbe stato meglio non stressarla molto quindi arrivai al sodo dicendo “tua madre mi ha raccontato cosa è successo Forti. Sono deluso dalla noncuranza per la tua salute avresti potuto stare peggio con la tua bravata”.

Lei abbassò gli occhi in vergogna. Aggiunsi subito “ma anche dopo tutto questo non posso non ringraziarti e lodare la tua generosità. Però voglio che la prossima volta ci pensi due volte prima di fare una cosa del genere va bene?”. Gli si illuminarono gli occhi quando dissi questo e ancora non dicendo nulla fece cenno positivo in accordo alla mia richiesta. Sorridendo leggermente dissi “bene! Non vorrei informare delle vere ragioni della tua mancanza d'attenzione a tua madre. Non vorrei farla preoccupare di più”. Poi presi la mia borsa, l'aprii e tirai fuori il suo ombrello e lo appoggiai sul comodino dicendo “te l'ho riportato. Ti ringrazio ancora mi è stato molto utile. Ora voglio Forti che ti riposi e guarisca velocemente. Farò in modo che uno studente ben qualificato ti porti i tuoi compiti in modo da non rimanere in dietro con il programma”.

Chiusi la borsa e, tenendola in mano, mi alzai dalla sedia pronto ad andarmene ma prima feci un'ultima cosa. Mi piegai verso di lei e con delicatezza le strofinai la testa dicendo “guarisci presto Forti” poi mi raddrizzai ed uscii fuori dalla sua stanza chiudendo la porta alle mie spalle.

ho postato due capitoli, lo stesso giorno, a causa della mia lunga assenza spero che siano di vostro gradimento ragazzi ;)
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© 2016 - 2021 A01C92
Comments6
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Spero che lo studente che la visita sia knockout. Sarebbe bello se diventassero amici
A01C92's avatar
già sono spassosi insieme ^^
Bentornata. Non vedo l'ora di leggere anche il nuovo capitolo di "La verità attraverso i suoi occhi". È la mia storia preferita
A01C92's avatar
grazie! appena il mio collaboratore correggerà il capitolo lo pubblicherò ^^
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